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lunedì 20 maggio 2013

Il pan'ino


Piccola felicità del giovedi mattina: il perfetto grembiule di lino e "Il pan'ino"


"Cosa c'è di più semplice di un panino? Pane e companatico, un taglio nel mezzo e farciture a piacere". Già. Ed aggiungerei che, se ben fatto, cosa c'è di più buono di un panino? Oggi parliamo di libri di ricette. O meglio, parliamo de "il PAN'INO" della sempre più bella Guido Tommasi Editore. Un libro uscito alla fine dell'anno scorso, al quale facevo la corte non appena arrivato in libreria. Complice una visita con calma assieme alla mamma a La Feltrinelli di Firenze ed oplà! In men che non si dica ne stavamo acquistando ben due copie! 
Un libro semplice, schietto, che parla anche di Firenze. Perché? Perché in Via dei Georgofili 3r/7r c'è 'Ino: un luogo dove la vita va vissuta con gusto. "Quando Alessandro Frassica ha immaginato il suo pan’ino cercava uno strumento per raccontare storie, per dipanare racconti stratificati proprio lì, tra il pane e il suo companatico. Perché certo se il panino è semplice non per questo è facile.
 Alessandro si è messo in cerca degli ingredienti, delle materie prime e lì ha trovato le persone: produttori di pecorino, di mortadella, di salame rosa, le conserve beneventane, gli affinatori di gorgonzola di Verbania, la scamorza bianca e fresca che viene dalla Puglia, e ancora alici di Cetara, bottarga di Cabras, ‘nduja, carciuga e caciocavallo, mostarda di peperoni e stracci di burrata, finocchiona toscana e taleggio bergamasco, e il pane che riesce a contenere tutto questo e molto, molto di più. Poi Alessandro ha studiato le associazioni, le consistenze e le temperature, perché un pan’ino non è a caso, perché il sapido deve esser compensato dal dolce, perché la tapenade ammorbidisce e regala umidità, perché il pane va scaldato ma non seccato e allora il panino diventa un modo semplice per dire tante cose eccellenti, per trovarsi in bocca in un morso solo una complessità di sapori capace di dare emozioni".
Insomma, non vedo l'ora di trarre gustosi spunti per le nostre impegnative passeggiate in montagna. Ah, last but not least, ho finalmente trovato il perfetto grembiule di lino che sognavo da tempo. Quanto amo la mia Firenze! ♡

giovedì 16 maggio 2013

Il tempo degli asparagi (e della pasta)


Pasta agli asparagi


Una donna che sa fare la pasta a regola d'arte ha un prestigio che resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi. 
(Sofia Loren, In cucina con amore, 1971)



PASTA AGLI ASPARAGI

Ingredienti per 4 persone
  • 350 g di pasta
  • 800 g di asparagi fini
  • 1 spicchio d'aglio
  • 80 g di burro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • parmigiano
  • sale
  • pepe
Lava gli asparagi ed elimina i gambi bianchi, taglia via le punte e taglia i gambi verdi facendoli lunghi circa 5 cm, infine, tagliali per il lungo in 2 o 4 a seconda di quanto sono grossi. In una padella antiaderente metti il burro e l'aglio intero e prima che prenda colore unisci gli asparagi, fai rosolare 5 minuti  e poi bagna con 1/2 bicchiere di vino. Quando sarà ritirato bagna con dell'acqua bollente e del brodo vegetale (anche di dado), sala, pepa e prosegui la cottura finché gli asparagi non saranno cotti al dente (ci vorrà un quarto d'ora). Cuoci la pasta in abbondante acqua salata, scolala e passala nella padella ad insaporirsi, aggiungi un po' di acqua di cottura, se fosse necessario. Servi caldi e cremosi con abbondante parmigiano grattugiato.

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